“Virus” Sanità: due decessi in due giorni..



Torniamo a denunciare altri casi di morte, due anime appena venute alla luce sono decedute a Trapani e a Catania.


"Virus" Sanità: due decessi in due giorni..

Cari amici, seguendo quanto sta avvenendo negli ultimi tempi, mi sento di dire che bisogna urgentemente trovare una cura per questo Virus. E’ una malattia che colpisce ogni giorno centinaia di italiani, peggio dell’Ebola possiamo dire, bisogna combatterlo a tutti i costi.

Con questa prefazione, credo di non aver fatto una diagnosi sbagliata sul “Virus” Sanità, ma se anche fosse, almeno non ho provocato la morte di alcuno. Quelli rappresentati di seguito invece, sono gli effetti di questa incredibile e nefasta malattia.

Nicole, neonata nella clinica privata “Casa di cura Gibiino” di Catania, entra in crisi respiratoria dopo il parto, nonostante fossero presenti il ginecologo di fiducia della partoriente, un anestesista, un rianimatore e un neonatologo, nulla da fare, all’ospedale di Catania non ci sono posti, il 12 febbraio scorso, muore durante il lungo tragitto in ambulanza per raggiungere il nosocomio di Ragusa.

Daniel, questo il nome del piccolo di 24 mesi deceduto a Trapani il 13 febbraio scorso. I medici del pronto soccorso dell’Ospedale Sant’Antonio Abate, dove il bimbo era stato portato a causa di un malore con febbre alta, si presume abbiano sbagliato la diagnosi.

Due casi in due giorni, è vergognoso verificare la mancanza di mezzi, l’insana organizzazione, l’assenza di collaborazione tra istituti ospedalieri e i ritardi nel primo caso; l’inettitudine dei medici, nel secondo.

"Virus" Sanità: due decessi in due giorni.. Nicole nasce da un parto regolare, tutto era andato bene, nessun problema, ad un tratto viene attaccata da una crisi respiratoria nella clinica privata dove è nata. I medici, accortisi subito della gravità, contattano le unità di trattamento intensivo neonatale di Catania per un trasferimento d’urgenza della neonata, l’Unità però è colma e nessun posto è disponibile. Viene contattato il 118, l’unico posto disponibile per quel trattamento è presso l’ospedale Paternò-Arezzo di Ragusa. Non si trovano ambulanze attrezzate e quindi, si provvede al trasporto della neonata presso quell’ospedale a Ragusa con una ambulanza privata, ma il caso è grave e il tragitto lungo oltre un’ora e trenta minuti. Durante il trasporto, la piccola ha una violenta crisi respiratoria, a nulla è servito il cercare di rianimarla dei medici a bordo, la neonata, dopo circa 3 ore dalla sua nascita, muore. Andrea e Tania, i genitori della piccola Nicole, che non hanno fatto in tempo a stringerla tra le braccia, hanno sporto denuncia e la Procura ha aperto una inchiesta. A fronte dell’accaduto, Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è detto “incredulo”, mentre il ministro della Salute Beatrice Lorenzin si è detta “sgomenta” e ha inviato degli ispettori per fare luce su quanto effettivamente accaduto.

Prime indagini e prime vergogne. Le telefonate di quella notte che ha pubblicato il Corriere della Sera e che ora sono agli atti degli inquirenti, provano quanto tempo si è perso di fronte a un quadro clinico così grave. Le telefonate tra il pediatra di Nicole e il 118, gridano lo scandalo, leggiamole:

Ore 01:37Il pediatra chiama il 118: “Serve un posto di terapia intensiva per una bimba appena nata. Insufficienza respiratoria”. Dall’altro capo del telefono un operatore dell’area critica “Cerchiamo subito” dice. E Di Pasquale (il pediatra) precisa: “Non chiamate il Policlinico. L’ho già fatto. Non hanno posti. Urgente, urgente”.

Ore 01:40 – L’operatore chiama la terapia intensiva dell’ospedale Cannizzaro di Catania. La risposta: “Tutti occupati, chiedete ad altri”.

Ore 01:42 Chiama il Garibaldi di Catania La risposta è la stessa: “Non ci sono posti”.

Ore 01:44 Chiama al Santo Bambino: “Chiamate un altro numero” dicono all’operatore del 118, che prova l’altro numero, ma la risposta alle ore 01:45  è laconica: “Nessun posto”.

Ore 01:46 – l’operatore chiama l’Umberto Primo di Siracusa, ennesima risposta “Tutto pieno”.

Ore 01:47 finalmente una risposta positiva. A Ragusa, cento chilometri distante da Catania, la risposta della Dottoressa Costanzo è affermativa: c’è un posto per Nicole, ultimo disponibile in quella struttura. Il centralinista richiama la casa di cura dove la neonata Nicole è in grave crisi respiratoria e comunica ai medici di aver trovato un posto a Ragusa.

Ore 01:51 il pediatra risponde: “Lo sappiano, abbiamo telefonato anche noi. Ci organizziamo per partire“.

Ore 01:54 – l’operatore chiama il pediatra Di Pasquale per la conferma del trasporto, ma il pediatra ci ha ripensato e dice: “Date le condizioni della neonata, abbiamo deciso di non andare a Ragusa, ma di portarla comunque al Policlinico”. Ovvero, quel vicino ospedale che era già stato escluso a priori proprio da lui, per mancanza di posti.

Ore 01:56  L’operatore del 118 avvisa Ragusa: “La bimba resta a Catania”.

Ore 02:13  Di Pasquale torna sui suoi passi e richiama l’operatore del 118: “Mi serve il numero della Costanzo. Andiamo a Ragusa”.

Ore 03:47 La fine – L’operatore registra l’ultima telefonata: “Siamo alle porte di Ragusa, ma debbo comunicare che la bambina è deceduta”.

Questo è quanto è accaduto a Catania per Nicole, certo, si dovrà fare ancora chiarezza, molti sono i punti ancora oscuri della vicenda, molte saranno le motivazioni e le spiegazioni sul colpevole comportamento  dei medici e la perdita di tempo operata di fronte a una caso così grave, nulla servirà a esentarli da ogni responsabilità. Così come è accaduto nel secondo caso, quello di Daniel.

"Virus" Sanità: due decessi in due giorni.. Daniel è un bimbo di due anni, sano. E’ venerdì e come tutte le mattine viene portato all’asilo dalla madre, ma arriva una telefonata dalla maestra, a metà mattinata Daniel si era sentito male e aveva la febbre. La madre, accorre all’asilo e di seguito al pronto soccorso dell’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani. I medici lo visitano, non si sa come abbiano dedotto che si trattasse di un Virus, di uno stato influenzale, così come hanno detto ai genitori; fatto sta che hanno dimesso il piccolo dopo avergli somministrato una dose di tachipirina. Nella giornata però le condizioni di salute si aggravano e il bambino, nella serata presenta delle macchie rosse sul torace, intervenuto il medico di famiglia, diagnostica un presunto inizio di rosolia e consiglia il ricovero in ospedale. Daniel viene ricoverato in pediatria, le sue condizioni peggiorano e durante la notte, muore.

Successivamente alla morte del piccolo, l’Asp avanza l’ipotesi che sia trattato di un caso di meningite fulminante. Le domande del padre: “perché non ci hanno fatto restare in ospedale?” – Dovevano scoprirlo prima cosa avesse mio figlio.

Mi chiedo a questo punto se è giusto parlare di malasanità in senso lato, oppure di disorganizzazione, cattiva gestione della sanità e inequivocabile e imperdonabile inettitudine dei medici, che diagnosticano con troppa leggerezza… Un “Virus” che accomuna troppe Regioni italiane, anche quelle che nella Sanità spendono di più… Ma questo è un altro capitolo.

Roberto Turi@robylfalco

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