“SEXTORSION”. Se lo conosci lo eviti…



Polizia Postale in prima linea contro la “nuova rete” che a livello internazionale coinvolge centinaia di uomini attirati nei social-net da avvenenti ragazze esca..



"SEXTORSION". Se lo conosci lo eviti…

Ancora una volta torniamo a parlare di reati online. Si cari amici, come ci racconta ilsole24ore, il reato denominato “sextorsion”, coinvolge una vera e propria holding criminale, che sfrutta la rete per delinquere a livello mondiale. Il governo Renzi, che ha deciso di chiudere gli Uffici della polizia postale e delle telecomunicazioni, sarebbe giusto prendesse atto, che il 90% dei reati finanziari, pedo-pornografici, truffe, estorsioni ecc.., avvengono a mezzo web, dove avviene anche, il dialogo con la più vasta rete criminale legata alle mafie e ultimo ma non ultimo, il terrorismo.

Cinquantotto persone sono state arrestate nell’inchiesta di “sextorsion”, un sistema che sfrutta le immagini porno in rete per ricattare i soggetti ritratti nelle foto e nei video.

Il direttore dell’unità operativa dell’Interpol per la lotta alla cybercriminalità, Sanjay Virmani, ha detto: “E’ stata smantellata una rete enorme”. Ma non è esattamente così, il crimine online, quando sembra debellato, rinasce sotto altro nome, ma con gli stessi intenti. Sappiamo benissimo che la rete è vastissima e le insidie si nascondono dietro il monitor.

Le vittime dei ricattatori sino ad ora scoperte, sono soprattutto uomini di una certa età, originari di Hong Kong, Indonesia, Singapore, Filippine e Stati Uniti. Venivano attirati sui sociali network da ragazze-esca e poi convinti a partecipare al “cybersex” attraverso le webcam. Ai malcapitati venivano poi chiesti migliaia di dollari in cambio di foto o video registrati, che i ricattatori minacciavano di mostrare ad amici o familiari.

Solo ad Hong Kong l’Interpol ha registrato 530 vittime della rete. Secondo l’ inquirente scozzese Gary Cunningham, un ragazzo di 17 anni si è suicidato dopo essere stato oggetto di un simile ricatto.

“Sextorsion” nel nostro Paese. Quello delle estorsioni via internet è un fenomeno in crescita in Emilia Romagna, ma non solo; si è passati dai quattro casi denunciati nel 2011, ai 195 del 2014. Il 95% delle vittime è di sesso maschile e intorno ai 20 anni, ma le età sono le più disparate.

Fa scalo a Rimini il primo caso in Italia di identificazione e denuncia nei confronti dei responsabili di questo infame reato online. L’uomo, un riminese 35enne, era stato adescato su Facebook da una ragazza ammiccante che si faceva chiamare “Belen”.

Modus operandi. Dopo un primo approccio, arriva la richiesta di amicizia, necessaria alla truffatrice per acquisire la lista di amici e/o familiari della vittima, la conversazione si sposta su Skype, che è più difficile da identificare per le forze dell’ordine e lì, il 35enne si era fatto convincere a mostrarsi senza vestiti davanti alla webcam. Immagini che sono state registrate dalla truffatrice e utilizzate per ricattarlo e di conseguenza estorcergli del denaro. La ragazza infatti, insieme al complice, aveva minacciato di diffondere il video agli amici dell’uomo, su Facebook.

La Polizia Postale è riuscita a risalire ai truffatori, un uomo e una donna rispettivamente di 37 e 32 anni residenti a Reggio Calabria. A questi, la vittima aveva corrisposto due pagamenti con carta Postepay, uno di 220 e un altro di 160 euro, versamenti che i criminali hanno girato in conti per il gioco d’azzardo online. Alla terza richiesta di pagamento, l’uomo, nell’agosto 2014 ha deciso di denunciare l’accaduto.

La “volante” sul web, dopo una serie di indagini telematiche, ha prima identificato i conti su cui era arrivato il denaro e poi, attraverso gli indirizzi IP, è riuscita a risalire ai colpevoli. Durante la perquisizione, che ha avuto luogo il 2 febbraio scorso in Calabria, è stato rintracciato il materiale incriminato, comprese le carte Postepay. I due delinquenti, sono risultati autori seriali di queste cybertruffe.

Questo amici lettori, è il primo caso in Italia in cui si riesce a risalire ai responsabili di “sextorsion”, il nuovo fenomeno criminale online, che consiste nell’estorcere denaro ai malcapitati che cadono nella “rete” delle “esperienze sessuali virtuali”, per poi  essere ricattati attraverso la diffusione di foto o registrazioni video compromettenti, ritraenti la vittima.

 Di “sextorsion”, parlano  Vincenzo Papagni della  polizia postale di Rimini e  Sergio Russo della polizia  postale di Bologna

Roberto Turi@robylfalco

News dal web

* N.B. : l’immagine di copertina era libera ed è stata scaricata dal web, nulla ha a che fare con il fatto reato trattato nell’articolo. Non conoscendo la persona ritratta non è stata avvisata, se però, la titolare dovesse riscontrare eventuali violazioni è pregata di contattare lo scrivente che immediatamente provvederà alla rimozione.. (Roberto Turi)


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