Scoppia lo scandalo dei piani segreti e la Germania torna al Marco.!

 


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Cospirazioni. Il New York Times e l’economista Allan Meltzer denunciano le manovre nascoste della Germania alle spalle dei Paesi europei e gli attuali piani segreti…

 Scoppia lo scandalo dei piani segreti e la Germania torna al Marco.!

Secondo alcuni documenti venuti alla luce, ma che sarebbero dovuti rimanere segreti; durante la crisi delle banche tra il 2012 e il 2013, Berlino avrebbe fatto pressioni per far fallire alcuni Paesi europei come Cipro, Spagna, Irlanda, Grecia. L’Italia è sulla buona strada…

Quindi, la Germania voleva far fallire mezza Europa. A pubblicare i documenti riservati riguardanti alcuni verbali delle riunioni del board della Bce, dopo la fuga di notizie,  è stato il New York Times, sul quale si legge che, le notizie sono venute alla luce in seguito allo scontro tra Germania, Francia e Olanda, contrarie all’ipotesi di soccorrere Cipro attraverso il salvataggio della banca popolare dell’isola, la Laika Bank, durante la crisi.

Nonostante la Banca centrale europea (Bce) abbia provato a smentire il contenuto di quelle carte che fino a pochi giorni fa sono rimaste segrete; dai verbali pubblicati dal New York Times in questi giorni, emerge che vi è stato uno scontro pesante tra il governatore della Bundesbank, Jens Weidmann, i suoi omologhi francesi, olandesi e gli altri componenti della commissione.

Berlino contro mezza Europa. La chiusura sugli aiuti da parte della Germania ai paesi in difficoltà non era rivolto solo a Cipro. Infatti, come riporta il quotidiano di New York sulle carte si legge che, Weidmann si è opposto duramente ai salvataggi della Bce, della banca franco-belga Dexia Group e di banche irlandesi, greche e spagnole”.

Ma non è tutto amici lettori. Proprio oggi, sempre sul New York Times si legge che, la Bce ha delle “crepe nascoste”.

Sconcertante l’analisi sugli effetti negativi delle banche europee attraverso il pass/fail grado. Infatti, ha rilevato che circa la metà delle banche prese a campione ha pratiche inadeguate riguardo il calcolo delle loro aziende, per i rischi di credito derivati ​​da negoziazioni connesse con i partner e pertanto, è falso quel sospiro di sollievo che è stato quasi udibile la scorsa settimana, perchè è falso il tanto atteso rapporto sulla sicurezza e la solidità di 130 banche in 19 Paesi, pubblicato dalla Banca centrale europea. Sicurezza e solidità, che aveva convinto molti investitori a crederci, confortati dal fatto, che solo 13 banche avevano fallito l’esame completo.

Alle notizia/denuncia, dopo l’analisi della pass/fail grado, la Banca centrale europea ha affermato: “l’analisi da noi prodotta aveva lo scopo di rafforzare i bilanci delle banche, e convincere gli investitori che queste istituzioni sono solide”.

Domanda da mille miliardi di euro. In futuro: Quali saranno le autorità di vigilanza finanziaria, per garantire che le banche segnalino con precisione le loro attività e le esposizioni al rischio?.

Scoppia lo scandalo dei piani segreti e la Germania torna al Marco.!

Piovono le accuse sulle falsità, le manovre e i piani segreti della sinistra Germania che, con a capo la cancelliera Angela Merkel, tenta il defoult di mezza Europa e in special modo dei Paesi mediterranei, già ridotti al lastrico e divenuti colonie degli arabi.

Berlino trema e la Deutsche Bundesbank (Banca Centrale della Repubblica Federale Tedesca) è sempre più in fibrillazione. Sono ormai insanabili le spaccature tra la Banca tedesca e la Bce, poi c’è la Francia che ha deciso di non rispettare il vincolo del 3% e ha rappresentato le difficoltà nel mantenere il rigore imposto dai trattati Ue e dalla Merkel, nell’Eurozona. Anche tra le mura del partito cristiano-democratico della Cancelliera, echeggia il timore di un collasso improvviso dell’euro.

Quindi spunta il piano segreto. – Un piano che la Cancelliera Angela Merkel starebbe mettendo a punto nei dettagli, come scrive affaritaliani.it.. Euro addio!

Secondo voci che circolano con insistenza a Bruxelles e nella fila della Cdu (partito della Merkel), la Germania si starebbe preparando al crac della moneta unica, crollo a cui tutti i Paesi membri dell’Ue sarebbe bene non si facessero trovare impreparati. A fronte di questo scenario tenuto in ombra, quindi, pensa a un prepotente ritorno al caro “vecchio” marco e sembra addirittura, che il marco sia già tornato a circolare nei “cassetti” e nei caveau delle banche tedesche.

Le motivazioni della scelta tedesca, oltre a quelle dianzi descritte, si leggono su il foglio, dove l’economista americano Allan Meltzer, in una intervista individua altre tre ragioni che spingono la Germania ad arrendersi e a dare l’ ultimo saluto alla moneta unica. Le tesi di Meltzer:

tesi – Le analisi che circolano a Berlino, sottolineano che “la situazione economica tedesca sia meno rosea di quanto la Germania faccia apparire agli altri paesi dell’Eurozona, che non riescono a crescere neppure di un punto percentuale di Pil all’anno. Infatti, gli indici di fiducia degli imprenditori calano e le stime del Pil tedesco sono state tagliate dal governo stesso.

tesi – Un ripensamento pragmatico è rappresentato dalla crescita pericolosa dei movimenti antieuropei, minoritari ma consistenti che,  a fronte dell’attanagliamento della crisi e la disoccupazione, sembrano destinati a crescere e in prospettiva, in grado di mettere a dura prova un già traballante equilibrio europeo.

tesi – La terza ragione di Meltzer, più colloquiale e scevra di tecnicismi, ma semplicemente convincente: L’Euro così com’è oggi non funziona – spiega – e se qualcuno sostiene che funziona, almeno dovrà ammettere che funziona male“.

Secondo queste tesi, in aggiunta ai “segreti dei poteri massonici” venuti a galla, tornare al marco, sarebbe politicamente per la Germania della Merkel, la risposta che fermerebbe l’ascesa dell’Afd, il partito anti-sistema che si rafforza e chiede sempre più insistentemente l’uscita dall’euro.

Sono allarmanti le manovre e i piani segreti di Berlino e della Cancelliera tedesca alle spalle dei Paesi Europei.

La Merkel è pronta a far fuori chiunque, pur di mantenere il trono della “sua” Europa.

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 Roberto Turi @robylfalco

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