Quell’applauso del Sap: “Scandalo mediatico e campagna elettorale del Pd”

La madre di Aldrovandi, Patrizia Moretti: “Applausi che rivoltano lo stomaco”. 

Questa la reazione della madre di Federico  all’applauso che la platea del Sap ha rivolto ai poliziotti condannati per la morte del figlio. Ma non è bastato, la Moretti aggiunge su Facebook: ” il Sap applaude a lungo i condannati per l’omicidio di mio figlio. Provo ribrezzo per tutte quelle mani”.

Il premier Matteo Renzi, con una telefonata alla madre di Federico Aldrovandi esprime solidarietà per “l’indegna vicenda” accaduta al congresso del Sap e si associano anche i vicesegretari del Pd, Deborah Serracchiani e Lorenzo Guerini, che hanno espresso vicinanza alla signora Patrizia.

 
Quell’applauso del Sap: "Scandalo mediatico e campagna elettorale del Pd"
Il ministro dell’Intero Angelino Alfano, su Twitter commenta: “Gli applausi sono un gesto gravissimo e inaccettabile che offende la memoria di un ragazzo che non c’è più e rinnova il dolore della sua famiglia. Applausi che danneggiano la polizia e il suo prestigio”.

Il capo della polizia Alessandro Pansa: “Vicinanza e solidarietà alla madre di Federico Aldrovandi. Comportamenti gravemente offensivi nei confronti della famiglia Aldrovandi e della società civile che crede nell’operato delle donne e degli uomini della polizia”.

La mazzata giunge dal senatore del Pd Luigi Manconi, che durante la conferenza stampa a palazzo Madama, al fianco di Patrizia Moretti, in merito a quegli applausi e senza distinzioni alcune, riferisce: “Una parte, ma non una parte irrisoria e insignificante delle nostre forze di polizia, è malata, interpreta in un senso violento e autoritario del proprio ruolo ed è un problema per la società”.

Alcuni esponenti del Pd, intervistati e/o ospiti nei tg e programmi televisivi, hanno addirittura additato quell’applauso al congresso del Sap, come “un evento a vantaggio di una campagna elettorale.

Il segretario della Lega, Matteo Salvini, su Facebook: Polemiche contro i poliziotti del Sap che hanno osato applaudire dei loro colleghi condannati. Io sto con i poliziotti, con i carabinieri, e con chiunque rischia la vita per difendere i cittadini”. Così Matteo Salvini, segretario federale della Lega Nord.

Mi chiedo se tutto questo scandalo mediatico non sia in realtà una campagna elettorale per il Pd e non, come qualcuno ha avuto il coraggio di commentare, per il sindacato di Polizia!

Facciamo il punto della situazione:  il congresso in forma pubblica era terminato e il capo della polizia aveva lasciato il congresso del sindacato già da alcune ore. La madre di Federico Aldrovandi, pensate un po’, non c’era proprio a quel congresso e poi, cosa voleva dire con le dichiarazioni che, “chi sostiene chi uccide un ragazzo in strada, chi ammazza i nostri figli, è estremamente pericoloso?”. Forse intende che la polizia è in strada non per fare prevenzione e sicurezza pubblica, ma gli assassini? E Manconi, con quelle dichiarazioni scandalose contro la polizia tutta, o quasi, la maggior parte della polizia è malata, Cosa ha inteso dire? Che da oggi i poliziotti dovranno rivolgersi ai medici?

Nessuna parola di vicinanza e solidarietà ha espresso il Capo della Polizia per  i poliziotti pestati nelle piazze dai nullafacenti figli di papà dei centri sociali. No, i poliziotti sono solo carne da macello per questo sinistro governo, non dovevano difendersi, anzi, sono stati scaricati e offesi da Alessandro Pansa, l’attuale Capo della Polizia politicizzato, che da ex prefetto ha ridotto la capitale italiana in una invivibile orda di ladri, zingari e scippatori. Forse qualcuno pensa che indossata una divisa, le forze dell’ordine smettono di essere uomini, con un orgoglio, con dei sentimenti. Oppure si presume debbano essere dei robot privi di qualsiasi emozione e subire qualsiasi angheria.

Il governo, in modo sinistro ed in coro da campagna elettorale, ha attaccato duramente i poliziotti che hanno applaudito i loro colleghi condannati per il caso Aldrovandi. Nulla importa se il fatto è accaduto per mero segno di solidarietà, a porte chiuse ed in forma privata, poiché il congresso era terminato da un pezzo. Quindi quell’applauso,  nulla aveva a che fare con un affronto verso la morte del ragazzo o verso la madre.

Le dichiarazioni degli esponenti del governo di sinistra e la ormai politicizzata madre di Federico, strumentalizzando quell’applauso, hanno creato una grave macchia, ma anche un grave danno psicologico negli uomini delle forze dell’ordine che, ogni giorno sono dediti nel rispetto delle leggi ad affrontare una dura lotta alla micro e macro criminalità, dove, molto spesso si riscontra la collusione e connivenza di molti politici che, con le parole di ieri e di oggi, creano; tanto quanto, riescono a disfare con i fatti.

Il segretario del Sap, Tonelli, in una nota ufficiale ha replicato agli attacchi: “L’onorabilità della Polizia di Stato, è stata irrimediabilmente vilipesa e solo una operazione di verità sarà in grado di riscattare il danno patito”. “Alla stessa stregua i nostri colleghi, ingiustamente condannati, hanno patito un danno infinito”.

Sempre Tonelli, intervistato via telefono da tgcom24, in merito alle parole proferite da Manconi del Pd, ha riferito: “Bene, se la polizia è malata dovrebbe andare dal medico”.

Il Video di Marco Billeci. Manconi: “Una parte, ma non una parte irrisoria e insignificante delle nostre forze di polizia, è malata”

Andiamo ora a leggere le devastanti minacce, ragionevolmente comprensibili, che vengono diffuse sui social network:

  • Cosa accadrebbe se la Polizia si ammalasse sul serio?
  • E se gli agenti abbandonassero i ministri al loro destino e non uscissero più di scorta?
  • Cosa accadrebbe se i reparti mobili della polizia e carabinieri non creassero più quei duri cordoni per bloccare i manifestanti che vogliono invadere i Palazzi governativi, “cedendo” il passo ai manifestanti?
  • E se le pattuglie sul territorio facessero uno sciopero “in bianco” continuando a girare in auto per le città, ma senza riuscire a vedere nulla oltre un palmo dal loro naso?

Unitamente a questi casi mediaticamente distorti e politici, dovrebbero essere ricordati tutti coloro che per il loro senso del dovere hanno perso la vita.

Ultima, ma non ultima vergogna di Stato, è il caso del commissario di polizia Roberto Mancini, che dopo una dura lotta contro la camorra, ha dovuto lottare per 12 lunghi anni con la sua malattia giunta per cause di servizio. In questi giorni, a 53 anni è morto e lascia moglie e una figlia. Lo Stato, per il suo sacrificio ha risarcito la moglie con la vergognosissima somma di 5.000 euro. E’ vero, qualche moglie o figli di un poliziotto, carabiniere, militare, ecc., potrebbe anche dire che, loro non hanno ricevuto neanche quella ridicola somma.

La famiglia di Federico invece riceverà, come stabilito dalla Corte dei Conti, un risarcimento complessivo, tramite l’erario, di circa 2 milioni di euro. E tutto questo ribadisce il segretario del Sap, senza che alcuna autorità abbia individuato l’entità di tale somma e senza essere stati coinvolti dall’amministrazione della pubblica sicurezza nella transazione privata con la famiglia.

Meditate amici… meditate!!

@robylfalco

 

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