Politica Democratica: Chi non sta con la sinistra si attenda aggressioni….


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Omofobi, razzisti e fascisti. Dopo il proferimento di queste parole, il Popolo Democratico di estrema sinistra è legittimato a compiere aggressioni e atti vandalici…

Politica Democratica: Chi non sta con la sinistra si attenda aggressioni e mazzate..

E’ ormai da troppo tempo che udiamo parlare il sinistro popolo di sinistra, della “violenza” degli omofobi, dei razzisti e dei fascisti. Giusta causa di legittimazione, secondo le loro idee, per poter scatenare gratuitamente e vigliaccamente attacchi contro forze di polizia, persone e cose in genere, incluse le personalità politiche, da parte di giovani estremisti di sinistra e dei centri sociali, bene appoggiati politicamente. Tutto questo, solo perché i così definiti “violenti fascisti”, hanno idee diverse dalle loro.

Dopo le tante aggressioni violente e danneggiamenti, anche da “infiltrati” dei centri sociali, nelle manifestazioni pacifiche, l’ultima della serie che suscita scalpore a livello politico, è quanto occorso al leghista Matteo Salvini che, nonostante tutto viene definito dalla sinistra, un provocatore.

“Salvini se l’è cercata, è un provocatore”. Queste in sintesi le parole che giustificano le azioni violente dei giovani aggressori dei centri sociali.

Quindi, la sinistra sostiene i violenti picchiatori di Bologna, “Salvini se l’è cercata”, “ora basta con le provocazioni leghiste” etc... Sono solo due tra i tanti commenti tra i rappresentanti della sinistra e del governo, suddivisi in egual modo tra Pd e Ncd, sull’aggressione subita dal segretario della Lega Nord Matteo Salvini a Bologna. Altri commenti giungono dall’Ass.ne Rom e Sinti, dove la vice presidente della federazione Rom, l’8 novembre afferma ad AdnKronos, “Salvini sta provocando uno scontro sociale pericoloso. Sta basando la sua campagna elettorale sullo scontro sociale”

Un tranquillo sabato di terrore al campo rom bolognese, dove il leader della Lega Nord si era recato in visita, duramente “contestata” dagli ultrà della-sinistra cittadina.

L’agguato contro Salvini, l’auto su cui viaggiava è stata assalita da alcuni esponenti dei centri sociali, tra insulti alla persona, calci e colpi di casco contro la vettura, sassi lanciati contro il parabrezza col conseguente sfondamento del lunotto. La sua colpa? Di aver provato a visitare un campo rom e di protestare contro i fondi statali assegnati ai nomadi mentre i terremotati emiliani restano a tutt’oggi in emergenza.

La immediata reazione della Lega: “Il ministro degli interni, Angelino Alfano non ha saputo gestire una situazione a rischio”.

La situazione che si profilava a Bologna, sembra fosse ben nota a tutte le autorità, eppure, Salvini è stato lasciato solo. Neanche la polizia era a conoscenza del percorso che il leader del Carroccio avrebbe fatto. “Potevano ammazzarmi”, ha commentato il segretario della Lega, ma i politici e la stampa di sinistra non se ne sono curati affatto, il commento di Salvini gli è scivolato addosso così come l’aggressione subita dai loro “figliocci”, anzi, lo definiscono anche, un “Provocatore”.

Ma non è tutto amici lettori, poiché tra gli “insulti dei compagni” e dei giornali di parte, l’Huffington Post, quotidiano diretto da Lucia Annunziata, ha superato se stesso con un articolo dal titolo in prima pagina, emblematico: “SALVINI PROVOCA. VIENE RESPINTO A SASSATE”.

SALVINI PROVOCA. VIENE RESPINTO A SASSATE

Politica Democratica: Chi non sta con la sinistra si attenda aggressioni e mazzate..

Prova a entrare in un campo rom di Bologna e viene accerchiato dai centri sociali. Poi twitta: “Bastardi”. La replica: “Ci ha investiti”

 

Un titolo in stile “lotta continua, sembra ormai essere tornati verso la fine degli anni 60… Ma non basta, l’articolo si limata a questo: “Una mattinata molto particolare quella del segretario della Lega Matteo Salvini. La sua auto si era fermata a poche centinaia di metri dal campo rom di via Erbosa a Bologna. Qui è stato raggiunto da alcuni contestatori, che hanno iniziato a lanciare slogan contro di lui”. Nessun commento relativo all’aggressione vera e propria e per l’Huffington Post di Annunziata, non sono stati lanciati sassi, sputi, calci, colpi di casco, vergognosi insulti; ma solo “slogan”. Del resto però, ha provveduto a seguire passo per passo quanto Salivini ha postato su facebook per protesta, e lo ha riportato nell’articolo. Semplicemente Vergognoso.

Indecente quanto accaduto successivamente all’aggressione del leader del Carroccio.

In seguito alla visita del segretario della Lega Nord, Matteo Salvini presso il campo nomadi di via Erbosa a Bologna e terminato lo scontro nei suoi confronti; Enrico Barbetti, cronista del “Il Resto del Carlino”,  è stato pedinato e aggredito da un gruppo di anarchici.

Barbetti aveva appena terminato il servizio quando un gruppo di antagonisti lo ha seguito mentre se ne andava da via Erbosa e aggredito con spintoni e calci. Caduto a terra, Barbetti è stato circondato dal gruppo formato da circa 15-20 antagonisti. Il cronista, recatosi al pronto soccorso dell’ospedale Rizzoli: ha riportato la frattura del gomito e diverse abrasioni.

“Venti contro di me”. Enrico Barbetti racconta l’accaduto:

Erano da poco passate le 13.45 e, in via Erbosa, aspettavo di lasciare il luogo della manifestazione. Ero solo perché erano già andati via tutti, polizia e manifestanti. Mentre ero al telefono, si è formato un gruppo di 15-20 antagonisti di area anarchica. Una ragazza mi ha riconosciuto e mi ha chiamato per nome e cognome, quindi sono iniziati gli insulti di tutti: «Sei del Carlino, giornalista di merda. Infame, sbirro, sciacallo, avvoltoio. Per colpa tua c’è della gente in galera. Almeno ti pagano bene per il tuo lavoro di merda?». Chiuso il telefono, mi sono incamminato per allontanarmi e loro mi hanno seguito e circondato.

Qualcuno mi tagliava la strada, altri mi insultavano, uno mi ha dato alcune spallate, un altro mi ha tirato il berretto. Per almeno 10-15 volte hanno tentato di farmi lo sgambetto. A quel punto ho preso il telefono e ho chiamato il 113, ma l’operatore ha deviato la chiamata al 112, quindi ho dovuto rispiegare tutto daccapo chiedendo che mandassero subito una pattuglia. Intanto continuavo a camminare, ma uno mi ha dato un forte calcio alla caviglia e sono caduto a terra, sbattendo il ginocchio destro e il braccio sinistro. Mi sono rialzato dolorante e, mentre ero ancora al telefono con il 112 sollecitando l’invio della pattuglia, ho proseguito fino a via Arcoveggio, dove ho attraversato la strada e mi sono fermato sul sagrato di una chiesa. Lì vicino c’era un bar con alcune persone e, finalmente, gli aggressori si sono allontanati. Dopo un po’ sono arrivati i carabinieri e ho indicato loro la direzione in cui era andato il gruppetto. Poi sono andato in ospedale, dove mi hanno riscontrato la frattura del gomito sinistro. Mi hanno ingessato il braccio e medicato le escoriazioni alla gamba, la prognosi è di 30 giorni.

L’obiettivo di quei violenti era di provocarmi perché reagissi, così da riempirmi di botte. Io invece ho tirato dritto per la mia strada. Quanto è successo è grave, ma non per questo smetterò di fare il cronista. Se lo facessi, loro avrebbero raggiunto l’obiettivo. Ringrazio tutti quelli che mi hanno chiamato per esprimermi la loro solidarietà.

“L’unica colpa di Enrico Barbetti? Quella di essere un giornalista del Carlino” – scrive in una nota il Cdr del giornale in cui opera la vittima.

Solidarietà al collega è stata espressa dal Comitato di redazione de il Resto del Carlino, dal Quotidiano Nazionale, da Quotidiano.net, dalla Federazione nazionale della Stampa, dall’Associazione Stampa dell’Emilia-Romagna, dall’ordine dei giornalisti dell’Emilia-Romagna, dalla “Nazione” e dal “Il Corriere di Bologna”. Tutti univoci a “condannare con durezza l’aggressione nei confronti di chi stava svolgendo il dovere primario di rappresentante dell’informazione, diritto costituzionalmente garantito”.

Il procuratore aggiunto di Bologna Valter Giovannini, delegato ai rapporti con la stampa ha commentato: “Agiremo velocemente nei confronti degli autori dell’aggressione in via Erbosa. E cercheremo di individuare anche gli autori del vigliacco agguato al giornalista del Resto del Carlino“.

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Concludo amici. Per il Pd quindi, nessuna solidarietà all’omofobo, razzista e fascista Matteo Salvini, lui “se l’è cercata l’aggressione”, i ragazzi “pacifisti” estremisti dei centri sociali sono giustificati e scagionati, dalla sinistra politica. Mentre, “A Enrico Barbetti la solidarietà di tutto il Partito Democratico e l’augurio di pronta guarigione”, nonché, la richiesta di fare rapida luce su questo inaccettabile episodio di squadrismo violento, particolarmente grave perché contro un giornalista.


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 Roberto Turi@robylfalco

 

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