Orrore Isis: ora usano i “leoncini”…



Sono definiti “leoncini”, è la nuova generazione che scuoterà la terra. Non c’è limite agli orrori dei terroristi del Califfato, ora si mostrano al mondo a volto scoperto in segno di sfida, e postano video di omicidi dei prigionieri ad opera di bambini debitamente addestrati..

Orrore Isis: ora usano i "leoncini"…

Verso la metà di gennaio, abbiamo assistito increduli all’efferato omicidio degli ostaggi, Sergei Ashimov e Memayev Jambulat, il video diffuso dall’Isis, oltre a contenere un messaggio di sfida a Mosca, perché i due avevano confessato di essere al soldo dell’intelligence russa; riprendeva un ragazzino di circa 10 anni, che senza esitare, spara alla nuca dei prigionieri dicendo: “Sono spie russe”. Dopo, si avvicina alle vittime per accertarsi della effettiva morte.

Come ha riportato Maurizio Molinari, corrispondente da Gerusalemme, l’Isis,  con un video di sette minuti rende pubblica la prima esecuzione realizzata da un «leoncino del Califfato». Si tratta di Abdullah, bambino kazako di 9/10 anni, che spara con un’arma automatica alla nuca di due presunte «spie russe», alzando poi il braccio con l’arma in segno di omaggio ad Abu Bakr al-Baghdadi, Califfo dello Stato Islamico.

Abdullah, lo spietato bimbo Killer, è lo stesso bambino che in un precedente video postato online a novembre 2014 dalla jihad islamica, esprimeva a gran voce il desiderio di «macellare un infedele». Lo stesso video che, riprendeva un folto gruppo di bambini di una classe, provenienti dell’ex repubblica sovietica e dell’Asia Centrale, intenti a studiare il Corano e poi, in una scena successiva, venivano ripresi ad addestrarsi all’uso delle armi da guerra, vestendo una tuta mimetica verde militare. Una voce sottofondo, parlando dei così definiti “leoncini”, commentava: «È la nuova generazione di mujaheddin destinata a scuotere la terra»

Orrore Isis: ora usano i "leoncini"…

Oggi, un nuovo orrore dell’Isis vede protagonista un altro bambino di circa 10 anni. Questa volta la vittima è un cittadino palestinese di 20 anni, accusato di essere un infiltrato dei servizi israeliani.

La vittima palestinese, prima della sua esecuzione, viene ripreso a confessare un presunto arruolamento nel Mossad, poi una voce in sottofondo di un jihadista francese, nella sua lingua accusa Israele di appoggiare l’Occidente contro l’Islam e annuncia: “verranno diffusi altri nomi e foto di presunte «spie»”.

Il video postato online dell’esecuzione di Ismail, che indossa una tuta arancione, riprende a volto scoperto colui che i servizi segreti ritengono sia Sabri Essid, cognato di Mohammed Merah, l’attentatore di una scuola ebraica nel 2012, di Tolosa. Accanto a Essid, un bambino di circa dieci anni che impugna una pisola e con freddezza, procede all’esecuzione, un solo colpo alla fronte sparato a distanza ravvicinata.

Roberto Turi@robylfalco

Tratto da: La Stampa
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