L’Euro fa male all’Italia! Napolitano ‛alla fine’ lo ha capito?


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C’è una parte non scontata nell’ultimo discorso di fine anno di Giorgio Napolitano, quello che il 31 dicembre 2014 ha preannunciato le sue dimissioni.

Napolitano ‛alla fine’ ha capito: l’euro fa male all’Italia!

Nell’ultimo discorso a reti unificate, Napolitano ha “dimenticato” di parlare del caso Marò, come di altri casi che hanno sconvolto vergognosamente l’Italia e gli italiani, eppure nelle sue parole, lette tra le righe, troviamo un Napolitano che, forse forse ci ha ripensato riguardo la malattia dell’euro, se non dell’Europa.

La diagnosi del discorso è stata operata da Franco Bechis, e non ho potuto esimermi dal riportarla sul mio blog per rendere edotti anche voi amici lettori, del pensiero comune che l’Euro, dal suo ingresso in Italia ma non solo, ha mietuto più vittime dell’Ebola.

Bechis, su “l’imbeccata”, elabora tra le virgolette le parole di Napolitano:

  • “Tutti gli interventi pubblici messi in atto in Italia negli ultimi anni stentano a produrre effetti decisivi, che allevino il peso delle ristrettezze e delle nuove povertà per un così gran numero di famiglie e si traducano in prospettive di occupazione per masse di giovani tenuti fuori o ai margini del mercato del lavoro”.

Purtroppo è vero dice il dott. Bechis durante la sua attenta diagnosi.  Non si può dire che i vari governi non abbiano davvero tentato tutte le possibili ricette di politica economica: Romano Prodi, Silvio Berlusconi, Mario Monti, Enrico Letta e ora Matteo Renzi, le hanno davvero provate tutte. Ma non hanno funzionato, nemmeno in parte, nessun beneficio.

Perché non hanno funzionato?

Napolitano lo sa benissimo: perché nell’Europa della moneta unica, con le regole stringenti dei trattati, l’Italia non può farcela. E’ un paese troppo diverso dagli altri, con una ossatura della sua economia che non ha paragoni né con Francia, né con Germania né con Spagna. L’Italia, paese con 5 milioni di micro-imprese non è fatto per le rigidità di Maastricht e tanto meno del fiscal compact. Rischia la distruzione del credito con i meccanismi supinamente accettati di Basilea 2 e 3 per il sistema bancario. La nostra Repubblica, ha una sola bandiera possibile: autonomia e flessibilità.

Napolitano lo ha capito ‘alla fine’, e quell’osservazione l’ha tradito.

Se nulla funziona, è perché non può funzionare. Ma il presidente della Repubblica non ha avuto il coraggio necessario proprio a un passo dalla mèta, di dirlo con chiarezza. Anzi, Napolitano, ravvedutosi di quella parentesi ha posto “rimedio” col solito slogan: “Nulla di più velleitario e pericoloso può esservi di certi appelli al ritorno alle monete nazionali attraverso la disintegrazione dell’Euro e di ogni comune politica anti-crisi”.

Nonostante ciò, ormai con quella frase, re Giorgio aveva lasciato un’impronta sulla sabbia, che Bechis ha immediatamente carpito prima che iniziasse a soffiare il vento da sinistra, ops… di Libeccio.

 

Roberto Turi@robylfalco

 

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