Israele affianca L’Isis e attacca l’Esercito siriano



Tutti preoccupati per l’intervento della Russia di Putin contro l’Isis, nessuno si preoccupa dei bombardamenti  israeliani contro artiglieria e Esercito in Siria.!

Israele affianca L’Isis e attacca l’Esercito siriano

Purtroppo è proprio così, in Italia e in Europa il bavaglio dell’informazione da parte dei governatori per loro esplicito interesse ‘la fa da padrone’. Il regime di Israele, nella giornata di ieri  ha portato a compimento attacchi aerei contro postazioni dell’artiglieria siriana nella zona della città di Al-Zambani, al sudest della Siria, dove i militari siriani avevano da poco riconquistato le posizioni e cacciato i terroristi dalla cintura urbana, ma al resto del mondo sembra non interessare. Forse perché questa guerra è voluta dai poteri finanziari per gestire al meglio le risorse di quei territori terrorizzati?

Citando le dichiarazioni di una fonte militare siriana, ieri, l’agenzia russa Sputnik ha informato: “Gli aerei dell’aviazione di Tel Aviv hanno bombardato le postazioni dell’artiglieria siriana a Nabi Jabil, una collina situata a 19 Km. al sud di Al-Abadani”. “Le batterie di artiglieria stavano appoggiando le forze di terra dell’Esercito siriano e stavano respingendo un attacco dei terroristi nel settore orientale della città”. – Così la fonte consultata.

Come avvenuto altre volte amici lettori, l’aviazione israeliana interviene in appoggio dei gruppi terroristi di Al Nusra con cui il governo di Tel Aviv ha stabilito uno stretto rapporto di collaborazione: i terroristi di questo gruppo vengono sostenuti dalle forze israeliane, riforniti di armi e munizioni ed i loro feriti vengono raccolti dagli elicotteri israeliani e ricoverati negli ospedali di Israele.

Naturalmente, a differenza degli interventi della Russia in appoggio di Damasco, l’intervento militare delle forze israeliane contro la Siria e al fianco dei terroristi, sembra non preoccupare gli USA, non preoccupa il comando NATO e non preoccupa neanche il ministro italiano Gentiloni  il quale  aveva espresso “preoccupazione” per l’intervento russo in Siria, ma nulla riguardo il fiancheggiamento di Israele all’Isis.

Ad Israele è concesso tutto: può intervenire dove e quando vuole, può bombardare e massacrare le popolazioni civili in Siria, a Gaza o in Libano, senza essere mai sanzionata, dispone di una sorta di licenza speciale per i governi occidentali.

Nel frattempo la Russia realizza manovre navali di fronte alla costa della Siria, nella parte orientale del Mediterraneo, come ha informato il portale russo RBC. Secondo il documento le manovre si svilupperanno fino al 17 Settembre a circa 70 Km. dal porto di Tartus dove la Russia dispone di una base navale per la sua marina da Guerra. Dette manovre includono pratica di lancio con missili, per cui si avvisano i piloti che la zona risulta pericolosa per i voli e si estende dalla superficie del mare fino ad una altezza di 20 Km. Inoltre sono previste altre manovre navali dal 30 di Settembre fino al 30 Ottobre 2015 nella stessa zona del Mediterraneo, per cui sono stati emessi avvisi come prescritto dalle norme internazionali.

Naturalmente, anche in questo caso gli USA ed i comandi NATO, che stanno conducendo massicce manovre navali nell’Europa orientale e sul Mar Nero, hanno espresso “preoccupazione” per questa intensa attività aereo navale della Russia; come se alla NATO debba essere riconosciuto l’esclusivo diritto di fare manovre ed esercitazioni. Ma ancora, nessuna preoccupazione destano invece i bombardamenti israeliani. A chi fa comodo? Vediamo di fare chiarezza.

In Siria nel frattempo, continua indisturbato il gigantesco traffico di petrolio estratto illegalmente dall’ISIS dai pozzi dell’Iraq e della Siria che viene venduto dallo Stato Islamico attraverso la Turchia (paese NATO) e viene trasportato attraverso centinaia di camion e Tir che transitano lungo la lunga strada che collega Mussul a Batman in Turchia ( lunga i 344 Km. c.a.) e che consente all’ISIS di incassare circa 10 milioni di dollari al giorno con il petrolio venduto al di sotto del suo prezzo di mercato.

La coalizione che dovrebbe combattere l’ISIS non è mai intervenuta per fermare questo traffico, ne tanto meno per fermare la linea di rifornimento di armi, munizioni e attrezzature che pure passa per la stessa strada e rifornisce i miliziani jihadisti dell’ISIS. Eppure, la coalizione guidata dagli USA, continua ad affermare di voler combattere “senza tregua” i terroristi della jihad islamica.

Buona parte del percorso e delle attività del terrorismo islamico si sviluppano lungo zone desertiche e sarebbe un obiettivo facilmente individuabile dal poderoso apparato dei cacciabombardieri della coalizione alleata (se lo volessero). Tuttavia, l’unica “preoccupazione” di Obama, Hollande, Cameron e Gentiloni è quella di un possibile intervento della Russia nella guerra in Siria ed Iraq contro l’ISIS. Secondo questi ultimi, un eventuale attacco militare russo contro i terroristi jihadisti, “aggraverebbe” la situazione, come se non fosse già abbastanza grave, viste anche le complicità a livello internazionale di cui gode lo Stato Islamico.

Roberto Turi

Fonti: El Espia digitalHispanTV

Traduzione e sintesi per controinformazione.info: Luciano Lago

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* News dal web | The Nest | 12 Settembre 2015 | * l’immagine di copertina a mero titolo esplicativo è tratta dal web e non risulta soggetta a copyright © | * Se immagini o nomi inseriti nell’articolo violano la privacy, contattare il titolare del Blog | Qui |

 

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