Isis: Trucida, decapita giapponese e minaccia Roma. Siamo pronti!


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Isis-decapitazioni e minacce a Roma (1)L’Isis continua a minacciare l’Europa,  il mondo, ma soprattutto Roma. E’ di oggi l’ultimo audio messaggio pubblicato sul web. Il governo: “Tranquilli, la polizia è pronta”

Non si fermano i massacri della jihad islamista.

Il 12 gennaio scorso, i combattenti dell’Isis in Iraq, hanno trucidato vergognosamente e squallidamente Isis-decapitazioni e minacce a Roma (2)tredici bambini. La loro colpa? Avevano visto la partita della loro nazionale contro la Giordania, incontro valido per la Coppa dell’Asia, “violando la Sharia”. I ragazzini sono stati catturati dai jihadisti nella religiosa Mossul, città preda dell’Isis, e poi uccisi a fucilate.

L'Isis decapita Haruna Yukawa (1)Il 20 gennaio, l’Isis, con un video sul web minaccia di uccidere due ostaggi giapponesi se non verrà pagato un riscatto di 200 milioni di dollari entro le 72 ore successive. Nel video, ritenuto autentico dagli investigatori di Tokyo, si vedono i due ostaggi sotto minaccia armata, i loro nomi, Kenji Goto Jogo e Haruna Yukawa.

Contrariamente a quanto accaduto in Italia pochi giorni orsono con le “idiote” Vanessa e Greta, Il premier giapponese Shinzo Abe ha dichiarato: “minaccia imperdonabile”, nei quali confronti “provo profondo risentimento e chiedo il rilascio immediato degli ostaggi”. La comunità internazionale, ha aggiunto, deve “far fronte ai L'Isis decapita Haruna Yukawa (2)terroristi senza cedere ai loro ricatti”. In altre parole, non intende per nessun motivo pagare il riscatto per finanziare ulteriormente il terrorismo.

Il 25 gennaio, l’Isis decapita uno dei due ostaggi giapponesi, Haruna Yukawa, a diffondere la notizia è L'Isis decapita Haruna Yukawa (3)l’Intelligence Group Site, secondo il quale è stato pubblicato un video, dove il secondo ostaggio ancora vivo, Kenji Goto Jogo, mostra l’immagine dell’esecuzione del connazionale, implora per la sua vita e  diffonde le nuove richieste degli estremisti jihadisti.

Oggi cari lettori, tra una notizia e un’altra sul terrorismo islamico Isis e altri gruppi armati della stessa indole, ho letto l’ultimo nuovo appello ai militanti in Europa, dello Stato islamico.

Il portavoce Abu Muhammad Al Adnani, nell’ultimo audio messaggio diffuso sul web si rivolge ai “lupi solitari”: “Colpite i crociati nel loro territorio e ovunque si trovino”, secondo quanto riferisce l’Intelligence Group Site, specializzato nel monitoraggio dei siti jihadisti.

Il messaggio è intitolato “Die in your rage” (Muori nella tua furia!).

Al Adnani, nel messaggio, riferendosi agli attacchi terroristici degli ultimi mesi, afferma: “Avete visto infatti cosa un singolo musulmano ha fatto con il Canada e il suo Parlamento, e quello che hanno fatto i nostri fratelli in Francia, Australia e Belgio”. E continua: “Presto questa campagna crociata sarà sconfitta e dopo, se Dio vuole, ci incontreremo a Gerusalemme, poi l’appuntamento è a Roma. Ma prima gli eserciti della croce saranno sconfitti a Dabiq”, in Siria.

Questa la minaccia del portavoce dell’Isis nell’ultimo audio messaggio odierno, diffuso sul web.

In risposta al titolo di questo articolo, tra queste notizie, non molto rassicuranti, mi è capitata una dichiarazione che reputo assai interessante e rassicurante tanto quanto le dichiarazioni dell’Isis, ossia, se tutto va bene siamo nella merda.

Quest’ultima poco rassicurante nota, giunge proprio da un addetto alla sicurezza dello Stato e pubblicata da Il Tempo, e com’è ormai chiaro cari amici lettori, da addetto ai lavori, e preoccupato non meno di quanto lo è questo Onorabile poliziotto, non ho potuto esimermi dal pubblicarla sul mio blog. Perché è giusto che tutti sappiano come sono costrette a lavorare le forze dell’ordine, per poco più di 1200 euro al mese.

Le Dichiarazioni:

Cari colleghi, io sono sconcertato.

Da qualche giorno non si fa altro che parlare di altissimo rischio attentati da parte di estremisti islamici. Il Governo dichiara misure eccezionali e qualcuno dice persino che la nostra Polizia è preparata a fronteggiare i terroristi. Beh io non sopporto più la propaganda politica e le bugie dei nostri vertici (coperti anche da qualche nostro sindacalista).

Nonostante abbia compiuto il mio quindicesimo anno di matrimonio con la divisa non mi sento assolutamente preparato ad affrontare terroristi. Io lavoro nella stazione che è stata teatro del più vile attentato terroristico della storia italiana eppure dopo più di un trentennio mi sento vulnerabile come si sentivano i colleghi di allora. Nessuno mi ha mai insegnato come fronteggiare un uomo con Kalashnikov e giubbetto antimissile (io ho solo una misera beretta e il giubbetto me lo hanno pure tolto). Nessuno mi affianca un cane o un robot anti esplosivo ogni volta che devo controllare un bagaglio abbandonato. Nessuno mi permette di utilizzare uno spray urticante se mi trovo di fronte un pazzo con un coltello. Nessuno mi ha dato un metal detector. Sono anni che dal Ministero promuovono sperimentazioni di divise operative, nuovi strumenti di difesa e regole di ingaggio ecc. ecc.

Solo propaganda.

La verità? Io, agente della Polizia di Stato, che lavoro in uno dei posti più a rischio attentati in Italia sono il meno tutelato di tutti. La mia divisa è la meno operativa possibile: pantaloni classici (buoni per la prima comunione), scarpette di gomma nere (stile usciere comunale) camicia con cravatta (ottima per le foto ricordo), berretto rigido (da banda musicale di paese), radio portatile (tipo mattone)…può bastare?!? Così conciato non contrasto proprio nessun terrorista. Siccome noi ci teniamo alla nostra vita e badiamo all’operatività della divisa che indossiamo sborsiamo di tasca nostra diverse centinaia di euro l’anno per sistemare quello che i burocrati del nostro Ministero non sono capaci di fare. Acquistiamo in proprio fondine operative, stivaletti militari, pantaloni e camice su misura, maglioni, cappelli…

Tutto questo è normale?

Oggi ho appreso che qualche collega ha deciso persino di comprarsi il giubbetto antiproiettile. Si perché noi della Polfer di Bologna la sera vogliamo tornare a casa. Voi ci mandate allo sbaraglio senza preparazione, senza mezzi e senza tutele. Finitela di pensare al mattinale e alle statistiche. Non siamo marionette con la cartella dei nominativi in mano. Noi dobbiamo difendere i cittadini da minacce e da delinquenti veri!!!

Un saluto

Giulio

Detto questo, come si possono tradurre le “mosse” del governo riguardo i tagli dei fondi, dei mezzi, delle specialità, compresa quella oggi indispensabile della polizia di frontiera, degli Uffici e degli uomini della pubblica sicurezza? Possiamo mai pensare che sono “mosse in lingua semitica”?

Guarda i  Video 

  • Isis-decapitazioni e minacce a Roma (0.1)
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Roberto Turi@robylfalco

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