Diciamolo noi, anche Renzi ha una condanna… Perché nasconderlo?

Certo, è una condanna di primo grado per il rottamatore neo segretario del Pd, nonché attuale premier che, dopo la sua campagna, l’unico vero rottamato è risultato essere Enrico Letta. Condanna  non definitiva, appellabile e risalente a due anni. E’ una macchia che grava sull’attuale premier, ma a qualcuno preme dimenticarsene forzatamente e ovviamente non viene sbandierata dagli apparati di comunicazione. Eppure la condanna c’è, ma non è ancora finita…

Diciamolo noi, anche Renzi ha una condanna… Perché nasconderlo?

Il premier è stato condannato per atti compiuti nell’esercizio delle funzioni di pubblico amministratore. Ebbene, anche se pochi ne parlano e i mass-media tacciono, Matteo Renzi ha qualche problemuccio con la giustizia. 2 milioni di euro gli sono stati contestati con sentenza di primo grado dalla Corte dei conti per danno erariale a Matteo Renzi, quando era alla  guida della Provincia di Firenze.  L’accusa è di aver assunto un centinaio di amici.

La vicenda risale a quando Matteo era presidente della provincia di Firenze, ovvero, prima di diventare sindaco del capoluogo. La condanna di primo grado giunge nel 2011 dalla Corte dei conti della regione Toscana. L’accusa è di: «danno erariale» per aver operato delle assunzioni “clientelari”. Ovvero, alcuni membri dello staff del presidente sarebbero stati inquadrati in una categoria superiore a quella dovuta, con relativi stipendi gonfiati. In dettaglio, quando Renzi era presidente della Provincia, a Firenze, ha voluto e assunto 4 direttori generali invece di uno solo e li avrebbe pagati (profumatamente) come manager privati, anzi che come dirigenti pubblici.

Fu per questo motivo che la Corte dei conti contestò alla giunta Renzi un danno erariale di 2.155.000 di euro, ridotto dai giudici di primo grado a un risarcimento di 50mila euro. Di questa somma, circa 14mila sono stati posti a carico del rottamatore e 1.000 al suo vice di allora, Andrea Barducci, oggi promosso presidente della Provincia medesima. Il resto è stato addebitato a ex assessori e funzionari dell’ente locale. Le persone condannate sono 21; nove dei 30 indagati sono stati archiviati.

Proprio Renzi, che oggi dichiara a gran voce che “le sentenze vanno rispettate, non si discutono, si accettano in silenzio, si applicano punto e basta”, all’epoca dei fatti che lo portarono alla condanna, contestò pesantemente il lavoro della procura contabile: «Una ricostruzione fantasiosa e originale».

La Corte dei conti, occupandosi anche delle spese di rappresentanza del presidente della provincia di Firenze,  ha denunciato che: “Il suo mandato è costato ai contribuenti fiorentini 600mila euro in cinque anni tra viaggi, ristoranti, regali, ospitalità”. La sola visita negli Stati Uniti nei giorni in cui Obama fu eletto presidente, è costata ai contribuenti 70mila euro.

Renzi godeva di una carta di credito con un plafond di 10mila euro mensili dalla Provincia, e ne ha fatto buon uso, facendo felici le migliori cucine fiorentine: 1.300 euro alla pasticceria Ciapetti, 1.855 euro alla Taverna Bronzino, 1.050 euro da Lino e 1.213 al Cibreo. Ovviamente, non potevano mancare gli organi di comunicazione e informazione, infatti, sotto inchiesta sono finiti anche i 4,5 milioni, che la provincia ha elargito alla società “Florence Multimedia”.

La Corte dei Conti quindi, in questi giorni ha tirato le somme, imputando a Matteo Renzi un danno erariale di 816mila euro per il caso dei Dirigenti della provincia collocati in aspettativa e poi assunti come manager esterni.

Secondo la magistratura contabile, durante la Presidenza alla Provincia della giunta Renzi, vi è stato uno “spreco di denaro pubblico” dal quale non si possono escludere responsabilità della politica. In circa due anni e mezzo – dal 1° gennaio 2007 al 31 luglio 2009 – le anomale assunzioni avrebbero causato un danno erariale superiore a 816mila euro, stimata dalla Corte come cifra massima.

Ora, Matteo Renzi dovra convincere la Corte dei Conti di non aver causato un danno erariale milionario.

Secondo l’ordinanza depositata qualche giorno fa dalla Corte dei conti che recita: “Al fine di dare la opportunità della partecipazione al giudizio e di accertare eventuali responsabilità di danno erariale”: Matteo Renzi, unitamente all’allora assessore al personale, Tiziano Lepri e al dirigente dei servizi finanziari dell’ente, Rocco Conte, dovrà comparire davanti ai giudici. L’appuntamento è fissato per il prossimo 24 settembre.

Video: “in un paese civile un condannato va a casa”.. Parola di Matteo

Bene Matteo, attendiamo con ansia il 24 settembre…

Roberto Turi – @robylfalco

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