Chiatti, Il “mostro” di Foligno tornerà libero di reiterare


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Sconvolgente il caso di cronaca nera negli anni 90, ancor più sconvolgente e vergognoso quanto sta per avvenire a carico del “mostro” di Foligno..

Luigi Chiatti - Serial killer a processo

Purtroppo cari lettori, dopo circa 20 anni torniamo a parlare del geometra Luigi Chiatti, oggi 46enne e meglio conosciuto come il “Mostro” di Foligno, figlio adottivo di un noto medico di quel comune in provincia di Perugia, colui che ammazzò brutalmente due bambini, rispettivamente in termini di tempo, Simone Allegretti e Lorenzo Paolucci; quel criminale sta per tornare in libertà.

Chiatti, Il "mostro" di Foligno tornerà libero di reiterareSimone Allegretti, figlio di un gestore di distribuzione di carburanti, un bimbo di soli 4 anni, scomparve dalla sua abitazione il 4 ottobre 1992, fu ritrovato dopo due giorni in una boscaglia umbra tra Foligno e Bevagna. Il cadavere, agli investigatori si presentava nudo e con segni di accoltellamento alla gola. I primi risultati dell’autopsia dopo solo tre giorni del suo ritrovamento, rivelano che il piccolo Simone è morto per asfissia da soffocamento, sul collo si evidenziano ben 6 ferite provocate con un oggetto da taglio e a punta, nonché delle sevizie subite a mezzo di atti di libidine.

Chiatti, Il "mostro" di Foligno tornerà libero di reiterareLorenzo Paolucci, un ragazzino di 13 anni, venne crudelmente ammazzato “scannato” il 7 agosto 1993, dieci mesi dopo l’omicidio di Simone. Il suo cadavere venne rinvenuto in un dirupo boschivo quasi adiacente alla villetta di colui che verrà identificato come il suo omicida. L’omicidio di Lorenzo, al contrario di quello occorso a Simone, si rivelerà come un “omicidio frettoloso”, poiché il piccolo corpo presentava una sola coltellata al collo.

Gli inquirenti del posto, a parte qualche sospetto, non riescono a venirne a capo e quindi, il 10 ottobre viene mandato ad Chiatti, Il "mostro" di Foligno tornerà libero di reiterareinvestigare sull’accaduto colui che viene definito un “superpoliziotto”, Achille Serra. Serra, ebbe la brillante idea di mettere una “taglia” sull’assassino, e attivò uno specifico numero telefonico. Il killer cadde nella trappola, fece 12 telefonate e solo dopo quattro giorni dall’inventiva, fu catturato e identificato per Luigi Chiatti.

Dopo quattro anni e lunghi processi, nel marzo del 1997 la Corte di Cassazione, riconoscendogli la semi-infermità mentale, condanna in via definitiva Luigi Chiatti a 30 anni di carcere.

Successivamente, i soliti e ineguagliabili obbrobri della politica italiana:

  • Anno 2006: col beneficio parlamentare dell’indulto, il killer Chiatti godrà di una riduzione della pena di 3 anni.
  • Oggi: si profila il beneficio della cosiddetta legge Gozzini (legge 10 ottobre 1986, n. 663), al vaglio del giudice del tribunale di Sorveglianza di Firenze Antonietta Fiorillo, per il killer Chiatti ci sarà un ulteriore sconto della pena di 6 anni.

Per cui, Luigi Chiatti, il trucidatore di due bambini, colui che è diventato un “mostro” perché da bambino per primo fu vittima di sevizie e per questo motivo, potrebbe non essere pentito e reiterare altri crimini, colui che a chiare lettere dichiarò: “Uscirò tra 20 anni e tornerò a uccidere, ma farò più attenzione”; proprio lui, potrebbe tornare in libertà già il prossimo 3 settembre.

Detto questo, si spera che il giudice Fiorillo valuti la pericolosità di recidiva del soggetto, poiché non potrà neanche disporre un ricovero presso un ospedale psichiatrico giudiziario, queste strutture a breve saranno abolite.

Non scandalizziamoci, abbiamo già assistito ad obbrobri della giustizia italiana, ci ha pieno “le tasche”. E’ ancora fresco di memoria il delitto operato da Annamaria Franzoni, condannata a 16 anni di reclusione per l’omicidio del figlio Samuele Lorenzi avvenuto a Cogne Chiatti, Il "mostro" di Foligno tornerà libero di reiterarenel 2002. Eppure, solo dopo poco tempo trascorso agli arresti, ottenne di lavorare presso una COOP sita all’esterno del carcere, anche se nelle vicinanze. Ottenne permessi premio di 5 giorni dal magistrato di sorveglianza per trascorrere del tempo a casa, consentendogli di coltivare interessi affettivi, culturali e di lavoro, così come recita l’articolo 30 ter dell’ordinamento penitenziario, che regola i permessi. Concludendo, Il 26 giugno 2014, dopo appena 6 anni di detenzione, Annamaria Franzoni viene messa in libertà definitiva a seguito di una perizia che, escludeva categoricamente il rischio di recidiva.

Chiatti, Il "mostro" di Foligno tornerà libero di reiterareOrmai cari amici non vi è alcun dubbio, anzi v’è certezza, la giustizia italiana fa acqua in ogni dove e le scriteriate condanne non si contano più. Eclatante è l’esempio di Fabrizio Corona che, in questi ultimi tempi sta spopolando ovunque per l’indignazione popolare. Corona, in seguito ad una indagine col nome di “Vallettopoli”, per avere estorto del denaro a personaggi dello spettacolo e dello sport (o mi paghi o pubblico le foto che potrebbero comprometterti), ossia per il “solo” reato di estorsione ripetuto, pochi giorni fa ed esattamente il 28 gennaio 2015, annullato i 9 anni e 8 mesi di riduzione di pena, la Corte Suprema di Cassazione gli ha comminato complessivamente una condanna pari a 13 anni e 2 mesi di reclusione.

Ora possiamo trarre le conclusioni che vogliamo, possiamo essere pro o contro tali decisioni prese dagli uomini di giustizia togati, ma consentitemi una personale considerazione: può il reato di estorsione porsi quasi alla pari di un reato di duplice ed efferato omicidio? E dove lo poniamo quel reato di estorsione, se consideriamo l’effettiva condanna per omicidio comminata alla Franzoni e mai realmente scontata!

Roberto Turi@robylfalco

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