Capitano Ultimo – Quando la mafia vince sulla giustizia



Troppo intraprendente e in gamba quel carabiniere, rovistava nella lercia melma della mafia collusa con la politica. Dovevano fermarlo!

Capitano Ultimo - Quando la mafia vince sulla giustiziaCol nome in codice di Capitano Ultimo cari amici, Sergio De Caprio è un carabiniere italiano con le palle. Nel corso delle sue ultime indagini, stava facendo ingresso nelle “stanze dei bottoni” della mafia e della politica, e per cui, dava fastidio.

De Caprio, per i pochi che non lo conoscessero, è stato a capo del CRIMOR (Raggruppamento operativo speciale carabinieri – 1º Reparto del R.O.S.), ma è noto soprattutto per essere l’ufficiale che a capo del Crimor, arrestò il 15 gennaio 1993 il boss mafioso Salvatore Riina.  Dopo la cattura di Riina, si è dedicato alla ricerca di altri pericolosi latitanti come Provenzano, fino a quando, in disaccordo con i vertici, da comandante della sezione del ROS di Palermo e con il grado di maggiore, nel maggio del 2000 chiese e ottenne il trasferimento ad un altro incarico.  “Ultimo”, venne così assegnato all’ex NOE (Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri), attualmente  CCTA (Comando Carabinieri per la Tutela dell’Ambiente), dove, con il grado di colonnello, ricopre a tutt’oggi l’incarico di vice comandante del reparto operativo, a Roma.

Per merito dei carabinieri del CCTA, coordinati dal colonnello De Caprio e dal capitano Pietro Rajola Pescarini, su ordine del procuratore di Roma Giuseppe Pignatone, il 4 ottobre 2012, hanno perquisito l’abitazione di Massimo Ciancimino a Palermo, nonché di altri imprenditori e prestanome alla ricerca di carte, file e documenti sulla Ecorec, utili alle indagini avviate in coordinamento con i pm Delia Cardia e Antonietta Picardi, in merito al riciclaggio di denaro nella più grande discarica di rifiuti in Europa a Glina, in Romania, per l’ammontare di circa 115 milioni di euro. Secondo gli investigatori, il denaro è riconducibile proprio a Ciancimino e farebbe parte del tesoro accumulato dal padre Vito quando era sindaco di Palermo. In merito, Ciancimino ha dichiarato: “Sono perplesso sul fatto che a coordinare l’indagine sia il colonnello ‘Ultimo’ che più volte si è espresso sulla mia persona definendomi delinquente e mafioso”.

Successivamente, è la volta di Francesco Belsito e ‘scagnozzi’, il tesoriere del Carroccio  investiva milioni di euro e diamanti in Tanzania. De Caprio è stato a capo delle indagini che hanno portato anche all’arresto del presidente di Finmeccanica Giuseppe Orsi, avvenuto il 12 febbraio 2013. Secondo le ipotesi di reato formulate dalla Procura di Busto Arsizio, Orsi, amministratore delegato del gruppo  e di Bruno Spagnolini di Agusta, si sarebbe reso responsabile di corruzione internazionale, concussione e peculato per le presunte tangenti pari a 51milioni di euro, che sarebbero state pagate per la vendita di 12 elicotteri, al governo indiano.

Sempre per mezzo di indagini relative alle discariche, a gennaio 2014, il reparto del Colonnello arresta 7 persone, tra cui il proprietario della discarica Malagrotta, sita a Roma,  e l’ex presidente della Regione Lazio, Bruno Landi.

In quest’ultimo periodo, De Caprio  stava conducendo delle indagini legate tra mafia, politica e Coop; dalle quali, è spuntata una intercettazione tra il n° 1 della G.d.f. Michele Adinolfi e il premier Renzi.

Il 4 agosto 2015, il generale Tullio Del Sette, comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, gli da il ben servito e lo esime dagli incarichi operativi e di polizia giudiziaria, pur non sollevandolo dall’incarico di vicecomandante del CCTA.

Perché questa decisione? Possiamo presumere che stava per fare ingresso nelle stanze segrete politico-mafiose? Credo di si, e per questo, come si suole dire “gli hanno tagliato le gambe”.

Come scrive “Il Fatto Quotidiano”, la lettera a firma del generale Tullio Del Sette che liquida Ultimo, è perentoria e stabilisce che da metà agosto il colonnello De Caprio non svolgerà più funzioni operative e di polizia giudiziaria, mantenendo comunque il ruolo di vicecomandante del Noe. Il tutto però avviene senza delle motivazioni  specifiche; normale avvicendamento “Cambiamento strategico nell’organizzazione dei reparti”. Ovvero, frazionare quello che fino ad ora era unificato: il comando delle operazioni.

Curioso il momento, vista la quantità di scandali e corruzioni, che persino il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, ha definito questa mossa ‘il germe distruttivo della società civile’.

Scontata la reazione di De Caprio, che in data 18 agosto, prende commiato dai suoi reparti con una lettera destinata a tenere a lungo il “caso aperto” e di seguito riportata:

“Ho il dovere di ringraziarvi per come avete lottato contro una criminalità complessa, contro le lobby e i poteri forti che la sostengono, senza mai abbassare la testa, senza mai abbassare lo sguardo di fronte a loro e senza mai nulla chiedere per voi stessi.

Da Ultimo, vi saluto nella certezza che senza mai abbassare la testa, senza mai abbassare lo sguardo e senza mai chiedere nulla per voi stessi, continuerete la lotta contro quella stessa criminalità, le lobby e i poteri forti che le sostengono e contro quei servi sciocchi che, abusando delle attribuzioni che gli sono state conferite, prevaricano e calpestano le persone che avrebbero il dovere di aiutare e sostenere.

Onore a tutti i Carabinieri del Comando per la Tutela dell’Ambiente.”

Cari amici, non è la prima volta in tutti questi anni di onorata carriera, che provano a mettere i “bastoni tra le ruote” a De Caprio. Vorrei ricordare che l’arresto di Totò Riina non gli valse una medaglia, ma le minacce di condanna a morte da parte di ‘Cosa nostra’, l’estromissione dai Reparti operativi e un processo da cui uscì assolto unitamente al suo comandante di allora, il generale Mario Mori. Hanno provato a ‘congelarlo’ presso la Scuola ufficiali dell’Arma. E per ultimo, ma non ultimo visto quanto sta accadendo oggi, a privarlo della scorta, poi riassegnatagli dopo una dura presa di posizione dei suoi uomini che pur di proteggerlo facevano doppi turni e dell’opinione pubblica, sana.

Proprio in questo periodo, mentre coordinava preziose indagini sulla collusione tra mafia, politica e coop; proprio ora, il colonnello De Caprio viene  esautorato dal comando operativo? E ancora, con quale strana coincidenza, lo fanno saltare il 04 agosto, quasi subito dopo la compromettente intercettazione telefonica pubblicata da Il Fatto Quotidiano, tra il premier Renzi e il n° 1 della G.d.f. Michele Adinolfi.

Dure e sentite le parole della Meloni di Fratelli d’Italia sul suo sito web, tanto che le riporto sul mio blog alla vostra attenzione:

Gravissima la decisione di esautorare il colonnello Sergio De Caprio, noto a tutti come Capitano Ultimo, dal comando del Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri. Un servitore dello Stato, un simbolo di legalità e uno dei protagonisti della lotta alla criminalità organizzata come lui avrebbe dovuto ricevere una promozione, non un trattamento del genere. Per noi il Capitano Ultimo è un eroe, tanto che nel 2010 abbiamo voluto premiarlo ad Atreju.‎ La scelta risulta così incomprensibile da prestarsi a interpretazioni di ogni genere. Non vorremmo che dietro alla decisione di togliere al colonnello De Caprio ogni ruolo operativo ci siano interessi poco chiari da difendere. Fratelli d’Italia presenterà un’interrogazione parlamentare urgente al Governo per conoscere le ragioni di questa decisione a dir poco paradossale”.

Personalmente, mi congratulo e faccio i miei migliori auguri al Capitano, a un falco. Credo, sia vergognoso e assurdo “punire” un carabiniere come il Colonnello Sergio De Caprio, solo perché stava svolgendo il suo dovere nell’ambito delle sue funzioni, a prescindere dalle teste che potevano essere coinvolte nelle indagini. In un paese ‘democratico’ come l’Italia, è inammissibile che si possano difendere i mafiosi dagli umili e Onorabili servitori dello Stato.

Approfondimenti su “Capitano Ultimo”Qui

Roberto Turi su Facebook | @robylfalco su twitter |

* News dal web | The Nest | 05 Settembre 2015 | * l’immagine di copertina a mero titolo esplicativo è tratta dal web e non risulta soggetta a copyright © | * Se immagini o nomi inseriti nell’articolo violano la privacy, contattare il titolare del Blog | Qui |

 

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