Bagui. Violenza, massacri e cannibalismo. Famiglie in fuga

Bagui. Violenza, massacri e cannibalismo. Famiglie in fuga

Violenze e massacri a Bangui – Centrafrica

 

Bangui, Centrafrica – Continuano gli scontri armati in quella che è la più città del Centrafrica. Ultime, ma non ultime vittime della violenza in quel paese, sono 3 persone uccise a colpi di pistola, tra loro un adolescente di soli 15 anni, e 4 con armi da taglio.

A centinaia gli abitanti stanno abbandonando la capitale Bagui, nelle immagini potrete vedere la partenza di intere famiglie centrafricane, che abbandonano le loro case per sfuggire alle violenze.

L’Onu avverte: “Sono presenti tutti gli elementi che abbiamo visto in altre situazioni, come nel Rwanda o in Bosnia, affinché si verifichi un genocidio. Non ci sono dubbi”. Intanto Medici senza frontiere sta portando avanti una campagna di vaccinazione sui bambini contro il morbillo nei campi degli sfollati per prevenire un’epidemia.

Alla violenza armata, si aggiungono atti di cannibalismo, registrati a Bangui durante dei linciaggi compiuti nei quartieri nel nord della capitale centrafricana.

La dichiarazione di un testimone all’Afp: “La scena si è svolta davanti a miei occhi martedì scorso nel quartiere di Modua. Un musulmano che si trovava a bordo di un taxi bus è sceso a Petevo per lasciar passare un altro passeggero. Prima di risalire è stato aggredito da un gruppo di persone che lo hanno linciato e fatto a pezzi con il machete“, ha raccontato, ancora scioccato, Jean-Sylvestre Tchya, 35 anni. “Uno del gruppo si è preso un braccio ed è andato a comprare del pane e si è messo a mordere la carne, accompagnandola con il pane. La scena ha fatto vomitare più persone, alcune delle quali hanno urlato per l’orrore”, ha aggiunto.

Secondo un altro testimone, studente, Alain Gbabobou, “un altro individuo, anziano, si è procurato la testa che ha incartato meticolosamente leccandosi già i baffi pregustando il pranzetto che lo attendeva”.

Il presidente Michel Djotodia, accusato dalla comunità internazionale di passività di fronte alle violenze e i saccheggi delle ultime settimane, dei linciaggi e mutilazioni perpetrati, che insanguinano il suo Paese. Si è invece dimesso N’Djamena, sotto la pressione dei leader dell’Africa centrale che lo avevano convocato per un summit straordinario.

Ad assumere il potere, dopo il rovesciamento nel marzo scorso del presidente François Bozizé, è stata la ribellione Seleka, a maggioranza islamica e diretta da Djotodia: da allora, il Paese è precipitato in una crisi umanitaria senza precedenti provocata da numerose violenze di matrice etnica e religiosa e che ha costretto migliaia di persone ad abbandonare le proprie abitazioni.

(Tmnews – guarda il video – Afp)

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